Baltazar Morais

Baltazar Morais

Calcio

Brasile

il Capocannoniere di Dio

Fare gol è l’obbiettivo di questo ragazzo di Goias, che quando era ancora un ragazzino, saltava il muro di casa ogni giorno. Dall’altra parte c’era il campo dell’Atlético Goianense, dove insieme agli altri ragazzi provava i suoi primi passi nell’arte di fare gol.

A soli 11 anni ha indossato molto orgogliosamente, una maglietta dell’ Atlético per la prima volta in un debutto nella categoria dei pulcini. Da quel momento in poi, sono stati anni di molte vittorie, difendendo magliette di molte altre squadre per il mondo.

Nel 1978, Baltazar prese la decisione più importante della sua vita quando decise di entrare nella squadra di Cristo, una squadra, che secondo lui, non perderà mai.

"Ora si, smetterà di giocare a calcio e sarà un vero credente", hanno pensato i suoi genitori che da quando era piccolo lo portavano in chiesa.

Ma non erano quelli i piani di Dio. Baltazar scoprì che le due carriere – quella del calcio e della fede – erano perfettamente compatibili e capì che i campi da calcio erano campi per la raccolta di molte vite di calciatori e tifosi per la squadra di Cristo.

Europa

Nel giugno del 1985 Baltazar imbarcò per la Spagna, contrattato dal Celta de Vigo, portando nella sua valigia molta speranza per la sua carriera.

Arrivò a Vigo come il salvatore della coltivazione: l’uomo gol che avrebbe portato il Celta a grandi vittorie. Ma riuscì a fare solamente 6 gol in tutto il campionato (il peggior record di tutta la sua carriera). Fu designato come responsabile del fallimento della squadra. Il suo salario fu poi ritardato per un anno. Lui e Myrna, sua moglie, ebbero molti problemi di adattamento. Non patirono la fame solamente perché parte del contratto era stata pagata anticipatamente e inoltre disponevano di alcuni risparmi. Per completare il quadro della situazione, il Celta fu retrocesso nel campionato spagnolo.

"Sono stato umiliato e provato fino al termine delle mie forze. Dovevamo allenarci in un campo di terra pieno di pietre, perché il Celta non poteva allenarsi in quello dove giocavamo. Guardando quello sterrato, mi ricordai dei campi verdi del Brasile e mi chiesi: cosa ci stessi facendo lì. La nostalgia era grande, e quasi tornammo indietro. Un giorno mentre pregavo insieme a Myrna mi disse in lacrime – Dio non vuole che viviamo così tristi. Lui ha il potere di cambiare tutto ciò! In quella stessa settimana, il Celta pagò i salari arretrati e rinnovò il mio contratto per un altro anno."

Baltazar tornò a fare gol, fu capocannoniere del campionato di serie B, con 34 gol e giocò tutte le 44 partite senza soffrire nessuna contusione e senza essere sostituito nemmeno una volta.

Con questi risultati, il Celta tornò in seria A e Baltazar si tornò un grande orgoglio per gli abitanti di Vigo.

Approfittando di questa buona fase, il Celta vendette il suo pass all’Atletico Madrid, dove Baltazar potte sviluppare tutto il suo talento, facendo niente meno che 35 gol nel campionato dell’88/89 diventando il maggior goleador del calcio spagnolo di tutti i tempi.

Per le conquiste, ricevette anche il Trofeo Scarpa d’Oro del Calcio Europeo e fu anche convocato per la Nazionale Brasiliana nella conquista della Coppa America nel 1989, dove anche senza opportunità di giocare un’intera partita, segnò un gol.

Baltazar, fu considerato all’epoca il cristiano di più grande notorietà che sorse in Spagna negli ultimi 100 anni, e come sempre non perse l’opportunità di parlare dell’amore di Cristo per gli esseri umani. A dicembre di quello stesso anno, parlò del vero senso del Natale in un programma di numerosi ascolti della TV spagnola, in una dimostrazione chiara in cui Dio lo aveva messo per giocare in un campo molto più grande che le quattro righe di quello da calcio. Il mondo è un campo dove un capocannoniere di Dio fa i suoi gol sempre che conquista qualcuno con il messaggio che Gesù ha per noi nel Vangelo.

 

Questo fu il messaggio che trasformò la vita di Baltazar e può trasformare anche la tua.

Vuoi saper come?

Leggi: Matteo 13: 1 al 9 e 18 al 23

 

(Testimonianza tradotta da Giulia Chaves)